Lo sforzo sostenibile delle concerie, impegnate nella definizione di processi che richiedono un minore consumo di acqua o sostanze chimiche, si scontra con i limiti imposti dalle tecnologie in uso. “Con l’impiego della nanotecnologia è possibile, invece, arrivare a livelli di efficienza ora impossibili – spiega Paolo Netti, docente di Bioingegneria Industriale della Federico II di Napoli –. Si possono evitare gli sprechi, impiegando quantità di materiali concianti non superiore a quella strettamente necessaria. Si può completamente evitare l’uso di acqua, risolvendo la questione dei reflui. Si può, oltretutto, funzionalizzare la pelle in modo completamente nuovo”.